ll preposto: ruolo, responsabilità e obbligo di nomina


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Preposto_400x210.jpgDopo oltre 25 anni dall’entrata in vigore del D.Lgs. 626/94 capita spesso di avere dubbi su quali siano i compiti, le responsabilità e le sanzioni a carico del preposto per la sicurezza. In questo articolo cercheremo di fornire un quadro di dettaglio degli obblighi normativi di una funzione così importante nell’ambito della sicurezza sui luoghi di lavoro.

 

Chi è il preposto?

Prima di iniziare questa disamina cerchiamo di comprendere il significato di preposto per la sicurezza?

Secondo la Treccani il preposto è colui che è addetto, deputato, incaricato, responsabile di una determinata attività.

Secondo l’articolo 2 del D.Lgs. 81/08 il preposto è la persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa.

In concreto il preposto è colui che, non avendo funzioni dirigenziali, coordina e sovrintende il lavoro di altre persone. In molti ambiti lavorativi le mansioni che corrispondono al ruolo di preposto vengono spesso indicate con il prefisso “capo”, quali ad esempio il capo-squadra il capo-cantiere il capo-ufficio, il capo-officina, il capo-turno etc.

 

Significato di preposto e preposto per la sicurezza

La normativa sulla sicurezza sul lavoro definisce esclusivamente il ruolo di preposto, da ciò ne deriva che il preposto, nello svolgimento della propria attività, è sempre anche preposto per la sicurezza.

Questo concetto è molto importante in quanto sottintende che un soggetto che coordina e sovraintende il lavoro di altre persone non può “di fatto” esimersi dal verificare anche gli aspetti correlati alla sicurezza e salute sul lavoro. Il suo ruolo non può quindi limitarsi a sovrintendere gli aspetti tecnici di un lavoro, in quanto la correlazione tra sicurezza e modalità tecnico-operative risulta imprescindibile.

  

La nomina del preposto è obbligatoria?

Salvo casi particolari, la nomina del preposto non è obbligatoria, ma dipende da scelte del Datore di Lavoro correlate soprattutto alla tipologia di attività svolta, dal numero di dipendenti e dallo svolgimento o meno di attività presso terzi.

Risulta implicito che nel caso di una microimpresa che svolge le proprie attività all’interno di un’unica sede e in cui il datore di lavoro è sempre presente, la nomina di un preposto è superflua.

Al contrario, in tutti i casi in cui il Datore di lavori non è in grado di vigilare costantemente sul rispetto delle norme di sicurezza da parte dei lavoratori, è tutelante per questi (ma non obbligatorio) nominare uno o più preposti.

I casi particolari in cui la nomina del preposto risulta invece obbligatoria sono:

  • I lavori di demolizione;
  • Il montaggio e lo smontaggio di opere provvisionali;
  • I lavori all’interno di spazi confinati;
  • I lavori di installazione della segnaletica stradali.

 

Quali obblighi ha il preposto?

L’articolo 19 del D.Lgs. 81 (o Testo Unico della Sicurezza sul Lavoro) stabilisce che i preposti devono:

  • sovrintendere e vigilare sull’osservanza delle norme di sicurezza da parte dei lavoratori, sul corretto uso dei DPC (Dispositivi di protezione Collettiva) e dei DPI (Dispositivi di protezione individuale) e in caso di persistenza di inosservanze informare i superiori;
  • verificare che solo i lavoratori informati/formati accedano a zone con rischio grave e specifico;
  • richiedere l’osservanza delle misure di sicurezza in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori abbandonino la zona pericolosa;
  • informare immediatamente i lavoratori esposti a un pericolo grave e immediato e astenersi dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di rischio;
  • segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente sia le deficienze dei mezzi e delle attrezzature e dei DPI, sia ogni altra condizione di pericolo;
  • frequentare appositi corsi di formazione

Da quanto sopra si evince che il ruolo del preposto consiste nel vigilare e garantire il rispetto delle norme di sicurezza da un punto di vista operativo.

 

Perché è importante la nomina dei preposti in azienda? 

Il D.Lgs. 81/08 è costellato di sanzioni civili e penali a carico del Datore di Lavoro e questi è considerato dal legislatore il vero garante della sicurezza aziendale. Se però scorriamo con attenzione il Testo Unico sulla Sicurezza ci accorgiamo che solo per il preposto (insieme al Datore di Lavoro) viene utilizzato il verbo “garantire”. Il Preposto è il garante dell’attuazione delle norme di sicurezza. Ciò significa che il Datore di Lavoro con il supporto del RSPP, dei consulenti e degli esperti di sicurezza valuta i rischi e scrive le procedure, il preposto controlla che queste vengano rispettate. 

Il Datore di Lavoro quindi, per poter dimostrare che procedure e istruzioni di sicurezza vengano efficacemente attuate, deve strutturare la propria azienda con un numero adeguato di preposti.

Tali preposti devono essere formalmente nominati, inseriti nell’organigramma aziendale, adeguatamente formati e periodicamente controllati.

Come infatti più volte sottolineato in altri articoli, la responsabilità in solido del Datore di Lavoro permane se questi non è in grado di dimostrare di aver vigilato sull’operato delle funzioni con posizione di garanzia (tra cui i preposti).

Importante è quindi svolgere internamente o con l’ausilio di un consulente esterno degli audit a campione per verificare il rispetto dell’art. 19 da parte dei preposti.

 

Come predisporre la lettera di Nomina del Preposto?

Nel caso in cui il Datore di Lavoro nomini un preposto per la sicurezza, questi deve provvedere alla stesura di una lettera di nomina che deve avere le seguenti caratteristiche:

  •  essere firmata dal Datore di Lavoro o dal Dirigente Delegato
  • riportare una puntuale indicazione dei compiti correlati alla mansione
  • conferire al preposto poteri di organizzazione, gestione e controllo necessari allo svolgimento dei compiti affidati;
  • essere accettata formalmente dal preposto apponendo la propria firma;
  • essere datata (meglio se con data certa)
  • essere pubblicizzata (con inserimento del ruolo in organigramma)

Puoi scaricare un modello di lettera di nomina al seguente link.

 

Chi è il preposto di fatto? Un preposto è responsabile solo se firma la lettera di nomina?

Secondo il principio di effettività, ampiamente ribadito dalla giurisprudenza, e secondo l’art. 299 del TUSL (Esercizio di fatto di poteri direttivi) la posizione di garanzia di un preposto, ovvero le responsabilità civili e penali, gravano su questi anche se sprovvisto di regolare investitura, quando questi eserciti in concreto i poteri giuridici di quel ruolo.

Ciò significa che su un dipendente svolge di fatto il ruolo di preposto (in relazione alla maggior esperienza lavorativa, anzianità di servizio o capacità organizzative) anche in assenza di una lettera di nomina come preposto firmata per accettazione questi, in caso di infortunio sul lavoro o malattia professionale di un lavoratore “sottoposto”, può essere chiamato a risponderne civilmente e penalmente.

 

Quali sanzioni sono previste a carico del preposto?

Il preposto è punito con ammende che variano da un minimo di 245,70 euro a un massimo di 1.474,21 e con l’arresto fino ad un massimo di due mesi.

L’Accordo Stato Regioni del 21 dicembre 2011 prevede una formazione particolare aggiuntiva per il preposto.

La formazione del preposto deve comprendere quella per i lavoratori e deve essere integrata da una formazione particolare, in relazione ai compiti da lui esercitati in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

La durata minima del corso per preposti è di 8 ore.

 

Corso di formazione per preposto

I contenuti della formazione comprendono, in relazione agli obblighi previsti all’articolo 19:

  • Principali soggetti del sistema di prevenzione aziendale: compiti, obblighi, responsabilità;
  • Relazioni tra i vari soggetti interni ed esterni del sistema di prevenzione;
  • Definizione e individuazione dei fattori di rischio;
  • Incidenti e infortuni mancati;
  • Tecniche di comunicazione e sensibilizzazione dei lavoratori, in particolare neoassunti, somministrati, stranieri;
  • Valutazione dei rischi dell’azienda, con particolare riferimento al contesto in cui il preposto opera.

 

Aggiornamento corso preposto. Ogni quanti anni?

Sempre l’Accordo Stato Regioni del 21 dicembre 2011 prevede l’obbligo di aggiornamento del corso preposto ogni 5 anni.

L’aggiornamento ha una durata minima di 6 ore, indipendentemente dalla categoria di rischio cui appartiene la sua azienda.

 

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