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Rischio sostanze stupefacenti e alcooliche nei luoghi di lavoro: guida alla valutazione

IN QUESTO ARTICOLO:

Quali sono i rischi di assumere sostanze stupefacenti e alcool nei luoghi di lavoro?

Il rischio legato alle sostanze stupefacenti e alcooliche nei luoghi di lavoro rappresenta una minaccia significativa per la sicurezza e il benessere dei lavoratori e dell’ambiente lavorativo nel suo complesso. Tale rischio si manifesta quando un lavoratore, sotto l’effetto di alcool o droghe, opera in un contesto professionale, compromettendo non solo la propria sicurezza ma anche quella dei colleghi e di terzi. L’uso di queste sostanze può alterare le capacità cognitive e fisiche, aumentando la probabilità di incidenti, infortuni e errori. Inoltre, contribuisce a creare un clima lavorativo teso e non produttivo, influenzando negativamente le relazioni interpersonali e la qualità del lavoro. Le aziende, per mitigare questo rischio, devono implementare politiche preventive, informative e di controllo, promuovendo la consapevolezza dei pericoli associati all’uso di sostanze stupefacenti e alcooliche e garantendo un intervento tempestivo in caso di problemi.

Quali sono i lavoratori sottoposti a controllo per assunzione di alcool e sostanze stupefacenti?

Gli accertamenti relativi a condizioni di alcol dipendenza e tossicodipendenza interessano principalmente le categorie di lavoratori che operano in settori in cui un eventuale stato di alterazione psicofisica potrebbe avere gravi conseguenze. Queste categorie includono:

  1. Lavoratori del settore dei trasporti: come autisti di autobus, camion, treni e altri mezzi di trasporto pubblico o merci.
  2. Operatori di macchinari pesanti: come quelli impiegati in cantiere o in ambienti industriali.
  3. Personale sanitario: in particolare chi opera in situazioni di emergenza o in cui è richiesta una elevata attenzione e precisione.
  4. Lavoratori in altezza: come gli operai edili o i montatori che lavorano su gru o ponteggi.
  5. Personale addetto alla sicurezza: come guardie giurate o addetti alla vigilanza.

Le aziende, in base alla normativa vigente e in particolari condizioni, possono richiedere test e controlli per verificare l’eventuale presenza di sostanze alcoliche o stupefacenti, sempre nel rispetto della privacy e della dignità del lavoratore.

Come si valuta il rischio sostanze stupefacenti e alcooliche nel DVR?

Le procedure e la valutazione del rischio legato all’alcool e alle sostanze stupefacenti negli ambienti di lavoro sono essenziali per garantire la sicurezza e il benessere dei lavoratori. Ecco una panoramica delle principali fasi e considerazioni:

  1. Analisi e Identificazione del Rischio:
    • Identificare i lavoratori e le mansioni a rischio.
    • Analizzare la frequenza e la tipologia di consumo tra i lavoratori.
  1. Definizione delle Procedure:
    • Stabilire protocolli chiari per la gestione dei casi di consumo.
    • Definire le procedure per i test antidroga e alcol.
  1. Formazione e Informazione:
    • Fornire formazione specifica ai lavoratori e ai manager.
    • Informare i lavoratori sui rischi e sulle politiche aziendali.
  1. Test e Monitoraggio:
    • Implementare test programmati.
    • Utilizzare vari metodi di test (urine, capelli, etilometro).
  1. Gestione dei Casi Positivi:
    • Definire un percorso di sostegno e recupero.
    • Valutare la sospensione temporanea o il reimpiego in mansioni diverse.
  1. Revisione e Aggiornamento:
    • Monitorare l’efficacia delle procedure.
    • Aggiornare le politiche in base ai risultati e alle nuove normative.
  1. Coinvolgimento delle Parti Interessate:
    • Coinvolgere rappresentanti dei lavoratori e figure aziendali nella definizione delle procedure.
    • Collaborare con enti esterni per il supporto e la consulenza.
  1. Rispetto della Legalità e della Privacy:
    • Assicurarsi che le procedure rispettino la normativa vigente e la privacy dei lavoratori.
    • Implementando queste procedure e valutazioni, le aziende possono contribuire a prevenire e gestire i rischi associati al consumo di alcool e sostanze stupefacenti, promuovendo un ambiente di lavoro sicuro e sano.

Chi verifica l’assenza di condizioni di alcool dipendenza e di assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti?

La verifica dell’assenza di condizioni di alcol dipendenza e di assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti nei luoghi di lavoro può essere effettuata da diverse figure professionali e enti, in base alla normativa vigente e alle politiche aziendali. Ecco chi generalmente si occupa di queste verifiche:

  1. Medico Competente:
    • Il medico competente, designato dall’azienda, ha il compito di effettuare la sorveglianza sanitaria dei lavoratori, inclusa la verifica dell’assenza di alcol dipendenza e assunzione di sostanze stupefacenti.
  1. Datore di Lavoro:
    • Il datore di lavoro può richiedere test antidroga e alcol in conformità con le leggi e i regolamenti, solitamente in collaborazione con il medico competente.
  1. Enti Esterni Specializzati:
    • Esistono enti e laboratori esterni specializzati che possono essere incaricati di effettuare i controlli, garantendo professionalità e riservatezza.
  1. Forze dell’Ordine:
    • In alcuni casi, come incidenti o situazioni particolari, le forze dell’ordine possono intervenire per effettuare i necessari accertamenti.
  1. Organismi di Controllo sul Lavoro:
    • Organismi come l’INAIL o l’Ispettorato Nazionale del Lavoro possono essere coinvolti in controlli e verifiche in materia di sicurezza sul lavoro.

 Ogni verifica deve essere effettuata nel rispetto della privacy e della dignità del lavoratore, seguendo le procedure legali e etiche appropriate.

Come sono regolamentati gli esami tossicologici nei luoghi di lavoro? Posso rifiutare il test anti droga?

Il medico competente può decidere, in base alla necessità, di sottoporre un lavoratore ad ulteriori accertamenti sanitari per verificare un possibile stato di tossicodipendenza, indirizzandolo al Servizio per le Tossicodipendenze della ASL territorialmente competente.

Se un lavoratore rifiuta, senza motivo valido, di sottoporsi a tali accertamenti, il datore di lavoro è obbligato a sospendere il lavoratore dalle sue mansioni fino a quando non venga confermata l’assenza di tossicodipendenza.

In presenza di sospetto abuso di alcol, possono essere condotti esami ematochimici specifici. In caso di sospetta dipendenza da alcol o droghe, possono essere effettuati test sul capello e, in alcuni casi, test urinari annunciati con un preavviso massimo di 24 ore.

 Un risultato positivo all’etilometro superiore a 0,3 g/l o la positività ai test per droghe comporta la sospensione dal lavoro fino alla normalizzazione delle condizioni.

 Il rifiuto di sottoporsi ai test tossicologici comporta gravi conseguenze per il lavoratore, inclusi l’arresto fino a 15 giorni e una sanzione pecuniaria da 103 a 309 €, oltre al possibile licenziamento.

 Anche il datore di lavoro che non allontana un lavoratore risultato positivo ai test dalla sua mansione rischia severe sanzioni, inclusi l’arresto da 2 a 4 mesi e multe oltre 25.000 €.

Cosa succede se un lavoratore dipendente a tempo indeterminato trovato positivo ad alcool o sostanze psicotrope?

Se un lavoratore dipendente a tempo indeterminato viene trovato positivo ad alcol o sostanze psicotrope, le conseguenze possono variare in base alla gravità della situazione e alle politiche interne dell’azienda. Ecco alcune possibili conseguenze:

 Sospensione temporanea: Il lavoratore potrebbe essere sospeso temporaneamente dal lavoro, in attesa di ulteriori accertamenti o della decisione dell’azienda.

  1. Rinvio a trattamenti o programmi di recupero: L’azienda potrebbe indirizzare il lavoratore verso programmi di recupero o trattamenti specifici per l’alcolismo o la tossicodipendenza.
  2. Sanzioni disciplinari: In base alla gravità della situazione e al regolamento interno dell’azienda, potrebbero essere applicate sanzioni disciplinari, che possono variare da semplici richiami a sanzioni più severe.
  3. Licenziamento: In casi gravi, e in presenza di giustificato motivo, l’azienda potrebbe procedere al licenziamento del lavoratore, soprattutto se l’uso di sostanze influisce negativamente sulle prestazioni lavorative o sulla sicurezza sul lavoro.

È importante notare che ogni caso è unico e le azioni intraprese dipenderanno da vari fattori, inclusi i dettagli specifici dell’incidente, le politiche dell’azienda e le leggi vigenti.

Conclusioni

Il Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, pone le basi per la gestione dei rischi legati all’uso di alcool e sostanze stupefacenti nei luoghi di lavoro, promuovendo la sicurezza e il benessere dei lavoratori. Esso sottolinea l’importanza di identificare e valutare i rischi, implementando misure preventive e protettive, come la formazione e l’informazione. In particolare, il decreto enfatizza il ruolo del medico competente nella sorveglianza sanitaria, autorizzando verifiche e test per assicurare che i lavoratori non siano sotto l’effetto di sostanze che possano compromettere la sicurezza sul lavoro. Il rifiuto di sottoporsi a tali verifiche può comportare sanzioni significative, inclusa la sospensione dal lavoro o il licenziamento, in conformità con le disposizioni legali e le politiche aziendali.

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