L’intelligenza artificiale sul lavoro non sta cambiando soltanto gli strumenti utilizzati dalle aziende, ma anche il modo in cui vengono organizzate e svolte le attività. Sistemi che assegnano compiti, influenzano i ritmi produttivi o supportano le decisioni operative possono incidere concretamente sulle condizioni di lavoro e sulla sicurezza delle persone.
Questa trasformazione introduce nuove opportunità, ma richiede anche un’attenta valutazione delle possibili conseguenze per la salute e la sicurezza dei lavoratori.
La recente evoluzione normativa, con particolare riferimento al D.Lgs. 179/2026, rende ancora più importante comprendere quando l’utilizzo dell’IA debba essere considerato nella valutazione dei rischi aziendali.
Quali sono i rischi da esaminare? Quando è necessario aggiornare il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)? E quali misure devono adottare le aziende per integrare responsabilmente queste tecnologie nei propri processi?
Intelligenza artificiale sul lavoro: quali conseguenze per la sicurezza?
L’introduzione dell’intelligenza artificiale in azienda non rappresenta, di per sé, una nuova fonte di pericolo. Gli effetti sulla salute e sulla sicurezza dipendono dalle caratteristiche del sistema, dalle attività in cui viene impiegato e dalle modifiche che produce nell’organizzazione del lavoro.
Un assistente digitale utilizzato per riassumere documenti non presenta necessariamente le stesse implicazioni di un algoritmo che stabilisce le priorità operative di un reparto produttivo o di un sistema che interviene nel funzionamento di una macchina.
La distinzione è fondamentale. In alcuni casi l’IA può migliorare la gestione delle attività, ridurre operazioni ripetitive o contribuire all’individuazione preventiva di situazioni pericolose. In altri, può influenzare ritmi di lavoro, autonomia decisionale, carichi cognitivi e interazione tra lavoratori e tecnologie.
Per la prevenzione aziendale diventa quindi necessario comprendere non soltanto quale tecnologia viene introdotta, ma soprattutto come cambia il lavoro reale.
L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) evidenzia che i sistemi di gestione dei lavoratori basati sull’IA possono comportare benefici organizzativi, ma anche effetti su autonomia, stress e benessere psicofisico, in funzione delle modalità di utilizzo.
L’analisi deve pertanto riguardare gli effetti concreti sulle mansioni e sulle condizioni lavorative, evitando sia di considerare ogni applicazione dell’IA pericolosa sia di presumere che l’innovazione tecnologica sia automaticamente priva di rischi.
Cosa prevede il D.Lgs. 179/2026 sulla sicurezza del lavoro?
Il D.Lgs. 7 ottobre 2026, n. 179, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’8 ottobre 2026, con entrata in vigore fissata al 23 ottobre 2026, introduce disposizioni specifiche riguardanti l’intelligenza artificiale nei contesti lavorativi.
In particolare, l’articolo 42, intitolato «Intelligenza artificiale, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro», stabilisce che l’utilizzo di sistemi di IA che incidono sull’organizzazione del lavoro, sui ritmi produttivi, sulle modalità di esecuzione della prestazione o sui processi decisionali rilevanti per la sicurezza sia considerato nell’ambito della valutazione dei rischi prevista dall’articolo 28 del D.Lgs. 81/2008.
La disposizione chiarisce un principio importante: quando l’intelligenza artificiale influenza aspetti rilevanti per la salute e la sicurezza dei lavoratori, i suoi effetti devono entrare nel processo di valutazione dei rischi aziendali.
Il comma 3 dell’articolo 42 prevede inoltre che i datori di lavoro assicurino un’adeguata informazione e formazione dei lavoratori sui rischi specifici connessi all’utilizzo dei sistemi di IA e sulle misure di prevenzione e protezione adottate.
La normativa non si limita, tuttavia, agli aspetti critici. Il comma 4 promuove anche l’impiego responsabile dell’intelligenza artificiale quale strumento di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali.
Queste disposizioni si inseriscono nel quadro già delineato dal D.Lgs. 81/2008, dalla Legge 132/2025 e dal Regolamento europeo 2024/1689, conosciuto come AI Act.
Le discipline hanno finalità e ambiti applicativi distinti. In particolare, l’AI Act prevede una classificazione dei sistemi di intelligenza artificiale secondo criteri specifici, includendo determinate applicazioni nell’ambito dell’occupazione e della gestione dei lavoratori tra quelle potenzialmente ad alto rischio. Non ogni utilizzo aziendale dell’IA rientra automaticamente in questa categoria.
Per il datore di lavoro, il primo passaggio resta quindi individuare i sistemi effettivamente utilizzati e comprenderne gli effetti sulle condizioni di lavoro, per poi verificare gli obblighi applicabili al caso concreto.
Quali rischi possono emergere dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale?
Le conseguenze dell’IA sulla sicurezza possono essere molto diverse a seconda del settore, delle mansioni coinvolte e del livello di autonomia attribuito ai sistemi.
Consideriamo alcune applicazioni che possono interessare le aziende.
Algoritmi che assegnano compiti e influenzano i ritmi produttivi. Un sistema può distribuire automaticamente le attività tra gli operatori, modificare le priorità o suggerire tempi di esecuzione sulla base dei dati disponibili. Queste funzionalità possono migliorare l’efficienza e ridurre gli squilibri nei carichi di lavoro. Tuttavia, se non adeguatamente progettate e gestite, possono contribuire all’intensificazione dei ritmi, alla riduzione delle pause o all’aumento dell’affaticamento. Occorre quindi verificare se le nuove modalità organizzative incidano sui rischi già valutati, compresi quelli di natura ergonomica e psicosociale.
Sistemi di monitoraggio delle prestazioni. Alcune applicazioni consentono di raccogliere e analizzare continuamente dati sulle attività svolte dai lavoratori. Questi strumenti possono aiutare a individuare inefficienze o situazioni critiche, ma possono anche generare pressione e ridurre la percezione di autonomia. Quando il monitoraggio influisce sull’organizzazione e sulle condizioni lavorative, i possibili effetti sulla salute devono essere considerati. Restano inoltre da verificare, su un piano distinto, le disposizioni applicabili in materia di protezione dei dati personali e controllo dei lavoratori.
IA, privacy e sicurezza informatica. Quando un sistema analizza attività, prestazioni o comunicazioni, può trattare dati personali dei lavoratori: occorre quindi verificare finalità e basi giuridiche, trasparenza, proporzionalità dei dati raccolti e garanzie previste per i controlli a distanza. Se il trattamento può presentare un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone, il GDPR richiede una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati (DPIA), distinta dalla valutazione dei rischi lavorativi. Anche l’impiego di assistenti IA richiede attenzione alla riservatezza delle informazioni inserite nelle piattaforme, alle autorizzazioni di accesso e alle misure di sicurezza informatica, per ridurre il rischio di accessi non autorizzati o diffusione di dati aziendali. Sono profili diversi da quelli strettamente HSE, ma da esaminare in modo coordinato.
IA utilizzata per istruzioni e decisioni operative. Un assistente basato sull’intelligenza artificiale può suggerire procedure, sequenze operative o interventi in caso di anomalie. Il supporto può essere utile, ma le indicazioni prodotte potrebbero risultare incomplete, non aggiornate o inadeguate rispetto alle condizioni effettive dell’attività. Quando tali informazioni riguardano operazioni rilevanti per la sicurezza, è necessario definire modalità appropriate di verifica, validazione e supervisione umana.
Intelligenza artificiale integrata in macchine e processi produttivi. Sistemi avanzati possono contribuire all’automazione di determinate operazioni, al controllo di parametri o al riconoscimento di situazioni anomale. L’introduzione di queste funzionalità richiede attenzione alle interazioni tra operatori e macchinari, alle modalità di intervento manuale e alla gestione delle condizioni impreviste. Devono inoltre essere considerate le disposizioni tecniche e di sicurezza applicabili alle attrezzature e ai processi interessati.
Questi esempi mostrano perché non sia corretto parlare indistintamente di un unico «rischio da intelligenza artificiale».
La valutazione deve partire dall’applicazione concreta, considerando le modifiche introdotte nelle attività, i lavoratori coinvolti e l’efficacia delle misure di prevenzione già presenti.
Intelligenza artificiale e DVR: quando è necessario aggiornare la valutazione dei rischi?
L’introduzione di un sistema di intelligenza artificiale comporta sempre l’obbligo di aggiornare il DVR? Non necessariamente.
È importante distinguere due aspetti: la necessità di considerare gli effetti dell’IA nella valutazione dei rischi e le condizioni che rendono obbligatoria la rielaborazione del Documento di Valutazione dei Rischi.
L’articolo 42 del D.Lgs. 179/2026 stabilisce che gli utilizzi di IA che incidono sugli aspetti lavorativi indicati dalla norma siano valutati nell’ambito dell’articolo 28 del D.Lgs. 81/2008.
L’articolo 29, comma 3, del D.Lgs. 81/2008 disciplina invece le circostanze nelle quali la valutazione dei rischi deve essere rielaborata, tra cui le modifiche del processo produttivo o dell’organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e sicurezza dei lavoratori.
Quando ricorrono tali condizioni, la valutazione deve essere rielaborata immediatamente e devono essere aggiornate le misure preventive. La rielaborazione del DVR deve essere effettuata entro trenta giorni dalla relativa causa, fermo restando l’obbligo di dare immediata evidenza documentale all’aggiornamento delle misure di prevenzione e di comunicarlo al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
Consideriamo due situazioni differenti.
Un’azienda introduce un assistente di IA destinato esclusivamente a supportare attività amministrative, senza modificare significativamente mansioni, organizzazione o condizioni di sicurezza. In questo caso, l’utilizzo della tecnologia non determina automaticamente la necessità di rielaborare il DVR, ferma restando la verifica degli eventuali effetti pertinenti.
Diversamente, un’impresa adotta un sistema algoritmico che modifica la distribuzione dei carichi di lavoro, aumenta la frequenza delle operazioni o interviene nelle decisioni relative alla sicurezza di un processo. In presenza di modifiche significative per la salute e la sicurezza, diventa necessario rielaborare la valutazione e aggiornare il DVR secondo le disposizioni applicabili.
Il criterio decisivo non è quindi la semplice presenza dell’IA, ma la rilevanza delle trasformazioni introdotte rispetto ai rischi lavorativi.
La responsabilità della valutazione rimane in capo al datore di lavoro, secondo l’articolo 17 del D.Lgs. 81/2008, con il coinvolgimento delle figure della prevenzione previste dalla normativa.
Per approfondire il ruolo del documento nella gestione aziendale, è disponibile anche l’articolo Safetyone dedicato al Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).
Il tema è distinto dall’utilizzo dell’IA per generare documentazione tecnica di sicurezza, già trattato nell’approfondimento Safetyone Intelligenza artificiale e sicurezza sul lavoro: rischi, limiti e responsabilità.
Informazione, formazione e prevenzione: cosa deve garantire l’azienda?
La valutazione dei rischi costituisce il punto di partenza, ma un utilizzo sicuro dell’intelligenza artificiale richiede anche misure organizzative e competenze adeguate.
L’articolo 42, comma 3, del D.Lgs. 179/2026 richiama espressamente l’informazione e la formazione dei lavoratori in relazione ai rischi specifici connessi ai sistemi di IA e alle misure di prevenzione e protezione adottate.
I contenuti devono essere coerenti con le applicazioni effettivamente utilizzate e con le attività svolte. Un lavoratore che opera con un sistema automatizzato di supporto alle decisioni, per esempio, deve conoscere le indicazioni operative pertinenti, i limiti del sistema e le modalità di gestione di eventuali anomalie.
Accanto agli obblighi normativi, costituisce una buona pratica definire chiaramente chi può autorizzare determinati utilizzi, quali decisioni richiedono una verifica umana e come segnalare comportamenti inattesi del sistema.
Il coinvolgimento delle funzioni HSE, dei responsabili operativi e, quando necessario, delle competenze IT, HR e legali può rendere più efficace l’integrazione delle nuove tecnologie nei processi aziendali.
L’IA può anche offrire nuove opportunità per la prevenzione: dall’individuazione di situazioni anomale all’analisi dei dati, fino al supporto nella programmazione di attività di controllo e manutenzione.
Questi benefici devono comunque essere valutati nel contesto specifico. La tecnologia può sostenere le decisioni preventive, ma non sostituisce le responsabilità e le verifiche richieste alle figure competenti.
Come verificare l’impatto dell’IA sulla sicurezza aziendale?
Per affrontare correttamente l’introduzione dell’intelligenza artificiale è utile adottare un metodo di verifica proporzionato alle caratteristiche delle applicazioni utilizzate.
Il primo passo consiste nell’individuare i sistemi presenti nei processi aziendali, chiarire quali attività influenzano e comprendere se il loro impiego modifichi le condizioni di lavoro.
Da questa analisi è possibile stabilire quali approfondimenti siano necessari, quali competenze coinvolgere e se le misure preventive esistenti risultino ancora adeguate.
Cinque domande possono aiutare l’azienda ad avviare una prima verifica:
- Quali sistemi di IA vengono effettivamente utilizzati? È importante identificarne le funzioni, le finalità e i processi nei quali intervengono.
- L’IA modifica mansioni, ritmi produttivi o modalità operative? Occorre individuare eventuali cambiamenti significativi per la salute e la sicurezza.
- Quali decisioni vengono affidate o suggerite dal sistema? È necessario comprendere quali attività richiedano controllo, validazione o intervento umano.
- I lavoratori conoscono i rischi specifici e le misure di prevenzione? Informazione e formazione devono essere adeguate alle condizioni concrete di utilizzo.
- La valutazione dei rischi e le misure preventive sono ancora adeguate? Gli effetti delle trasformazioni devono essere esaminati e, quando ricorrono le condizioni previste dalla legge, deve essere effettuata la necessaria rielaborazione.
Queste domande non sostituiscono una valutazione tecnica, ma aiutano a individuare gli aspetti che meritano un approfondimento.
L’intelligenza artificiale rappresenta un’importante opportunità di innovazione per le imprese. Per coglierne i benefici in modo sostenibile occorre però integrare le nuove tecnologie in un sistema di prevenzione capace di considerare l’evoluzione delle attività e delle condizioni lavorative.
La vera questione non è soltanto quanto l’IA possa migliorare il lavoro, ma come garantire che questo cambiamento avvenga tutelando la salute e la sicurezza delle persone.
Safetyone Ingegneria affianca le aziende nell’analisi dei rischi lavorativi, nella valutazione delle modifiche organizzative e nella gestione degli adempimenti in materia di salute e sicurezza.
Safetyone offre inoltre un servizio integrato che unisce salute e sicurezza sul lavoro, privacy e sicurezza informatica, per affrontare in modo coordinato le esigenze aziendali connesse all’adozione dell’IA e alla protezione delle informazioni.
Per approfondire le possibili conseguenze dell’introduzione di nuove tecnologie sui rischi aziendali, è possibile contattare Safetyone Ingegneria.
Riferimenti normativi e tecnici
- D.Lgs. 7 ottobre 2026, n. 179, art. 42 – Gazzetta Ufficiale
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 29 – Normattiva
- Legge 23 settembre 2025, n. 132 – Normattiva
- Regolamento (UE) 2024/1689 – AI Act, Commissione europea
- EU-OSHA – Gestione dei lavoratori mediante l’IA: implicazioni per la sicurezza e la salute sul lavoro
- Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), artt. 5, 32 e 35 – EUR-Lex
- Garante Privacy – IA e tutela dei dati dei lavoratori, 28 maggio 2026